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	<title>Sergio G. Caredda &#187; improvvisazione</title>
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		<title>Last Minute Management</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 13:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono oramai anni che esistono in circolazione tantissime tecniche e teorie in merito alla Gestione del Tempo. I corsi di Time Management hanno spopolato negli anni ottanta e novanta, la diffusione delle agende &#8220;intelligenti&#8221; prima, e dei software poi hanno dato un&#8217;ulteriore spinta a questa tendenza. Eppure, oggi come allora, i manager e i professionisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oramai anni che esistono in circolazione tantissime tecniche e teorie in merito alla Gestione del Tempo. I corsi di Time Management hanno spopolato negli anni ottanta e novanta, la diffusione delle agende &#8220;intelligenti&#8221; prima, e dei software poi hanno dato un&#8217;ulteriore spinta a questa tendenza. Eppure, oggi come allora, i manager e i professionisti di tutto il mondo accusano sempre e comunque di <em>non avere abbastanza tempo</em>.</p>
<p>Al di là del fatto che questa frase è intimamente errata &#8211; il tempo è la risorsa più democratica che abbiamo, ognuno di noi ne ha lo stesso quantitativo: 24 ore al giorno &#8211; la questione fondamentale è un&#8217;altra. Del tempo non conta tanto la quantità, ma la velocità di reazione, la flessibilità, la capacità di adattarsi &#8220;in corsa&#8221; alle modificazioni delle situazioni.</p>
<p><a href="http://www.sergiocaredda.eu/wp-content/uploads/2009/09/lastminutepanic.png" rel="lightbox[58]"><img class="alignright size-medium wp-image-59" title="Last Minute Panic" src="http://www.sergiocaredda.eu/wp-content/uploads/2009/09/lastminutepanic-232x300.png" alt="Last Minute Panic" width="232" height="300" /></a>In un contesto in cui le tecnologie non fanno altro che accelerare la dimensione della velocità, sembra paradossale, ma pensare di programmare il tempo non solo può essere fuorviante, ma addirittura&#8230; inutile. Ancor più in un momento di crisi economica in cui ogni lavoratore deve mettere a fuoco al massimo i propri obiettivi per permettere alla propria realtà aziendale di sopravvivere. Ovviamente contano tanto le predisposizioni personali. Molte persone entrano in stati d&#8217;ansia profonda di fronte all&#8217;incertezza della programmazione del proprio lavoro. Altre invece, riescono a dare il meglio solo in situazioni di ansia profonda.</p>
<p>Ricordo ad esempio che già ai tempi dell&#8217;università, gli esami in cui ho avuto i risultati migliori erano quelli che avevano una intensa preparazione dell&#8217;ultimo secondo. Ma come fare a trasformare questa predisposizione, in un vantaggio sul posto di lavoro? E invece come gestire, per chi ne soffre, le ansie dell&#8217;ultimo minuto?</p>
<p>La risposta è la medesima per entrambe le risposte in realtà. E ci viene dal mondo dello spettacolo. Molte arti, come il teatro, fanno uso dell&#8217;<strong>improvvisazione </strong>per poter far fronte ad imprevisti di varia natura. La musica jazz ha fatto dell&#8217;improvvisazione quasi un modus operandi. Eppure, tutte si basano su un aspetto: la grande preparazione che sta alla base. Difatti, per improvvisare ci vuole una grandissima esperienza.</p>
<p>Ed è così anche nel management del proprio tempo. Gestire gli imprevisti e le emergenze significa <em>essere pronti</em> per quel frangente <em>senza averlo programmato</em>. La competenza e la conoscenza della materia che ci troviamo ad affrontare permette di riuscire a gestire ogni situazione, anche la più complessa, in poco tempo. E questo al di là del fatto che alcune persone stimolino lo stress ed altre invece cerchino di limitarlo grazie ad una attenta programmazione: l&#8217;imprevisto è sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Il titolo di questo post è, dunque, in realtà fuorviante. Perché il <strong>Last Minute Management</strong>, la capacità di prendere decisioni corrette all&#8217;ultimo minuto, si basa su una grande preparazione, sull&#8217;investimento continuo in competenze e conoscenze, sulla preparazione alle emergenze e su un&#8217;apertura mentale al cambiamento fortemente pragamatica.</p>
<p><img style="border: 0pt none  ! important; background: transparent none repeat scroll 0% 0%;" src="http://signatures.mylivesignature.com/85676/scaredda/f243e996c2cdcab5b2514eb01e035375.png" border="0" alt="" /></p>
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